
L’FBI ha deciso di chiudere i celebri siti Internet Megaupload e Megavideo. Scopri i motivi di questa azione leggendo il resto dell’articolo!
Tra i siti Internet di file hosting più celebri ricorderai Megaupload, Rapidshare e Wupload: essi sono come dei depositi da cui prelevare tranquillamente oggetti per utilizzarli a scopo personale.
FratelloGeek ti annuncia con una certa tristezza che il primo di questi, insieme al suo fratello Megavideo, sono stati appena chiusi dall’FBI.
Si tratta di una manovra contro la pirateria digitale in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano.
Tale operazione ha portato non solo alla chiusura dei due celeberrimi siti, ma anche all’arresto del fondatore, Kim Schmitz, e di altre tre persone avvenuta in Nuova Zelanda: altre due persone sono ricercate.
Perché quest’azione improvvisa?
Di seguito il testo integrale dell’accusa:
McLEAN, Virginia (AP) — Federal prosecutors have shut down one of the world’s largest file-sharing sites, Megaupload.com, and charged its founder and others with violating piracy laws.
The indictment accuses the company of costing copyright holders more than $500 million in lost revenue from pirated films and other content. The indictment was unsealed Thursday, one day after websites shut down in protest of two congressional proposals intended to thwart the online piracy of copyrighted movies and TV programs.
Megaupload.com has claimed it is diligent in responding to complaints about pirated material.
The indictment says at one point, Megaupload was the 13th most popular website in the world.
La protesta contro la Legge SOPA non ha sortito i suoi effetti: difatti l’oscuramento delle pagine che cantavano la libertà d’espressione, come Wikipedia, ha solo fatto infuriare i piani alti, e l’arresto lo conferma.
L’FBI si è appellata al fatto che moltissimi utenti caricano su tali siti file protetti da copyright per poi diffonderli su blog e forum.
Tale azione di pirateria è condannata dalla legge, dal momento che crea un circolo vizioso: Megaupload guadagna grazie alla pubblicità, che gli viene concessa grazie alle visite, che sono fatte da utenti a causa di violazione di copyright!
Prima di essere chiuso, il celebre Megaupload ha dichiarato in un comunicato che “la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare”.
D’altro canto il Dipartimento di Giustizia ha affermato che Megaupload “ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film – anche prima dell’arrivo in sala – musica, programmi televisivi, libri elettronici e software”.
Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: “associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno”.
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