Cosa succede dopo la morte sul web?

Cosa succede dopo la morte sul web

È una domanda un po’ macabra ma purtroppo inevitabile: cosa succede dopo la morte sul web? Capita purtroppo, scorrendo un social network o la rubrica di uno smartphone, di imbattersi in numeri e profili di persone che non esistono più, quindi è lecito chiedersi che ne sarà della nostra eredità digitale dopo la nostra dipartita. A dire il vero c’è un vuoto legislativo in tal senso, poiché una vera e propria normativa non esiste. Il fenomeno dei social in modo particolare si è sviluppato nell’ultimo ventennio, quindi cerchiamo di capire cosa succede dopo la morte sul web per fare un po’ di chiarezza.

Cosa succede dopo la morte sul web? Qualche consiglio

Cosa succede dopo la morte sul web?Se hai dei progetti, delle fotografie, dei dati o dei documenti particolarmente importanti salvati sul web o  in cloud, ti consiglio di scegliere un mandatario, cioè una persona fidata, a cui affidare tutte le tue password di accesso. La nomina deve essere fatta con un documento ufficiale, che però a differenza del testamento risulta privato. Per i beni patrimoniali il discorso si fa ancora più complesso, proprio a causa del vuoto normativo che c’è. Affidare le password del proprio conto corrente ad una persona non lo qualifica legalmente come un erede, ma valgono le leggi di successione. In breve, se la persona che ha ricevuto le password accede al conto corrente senza essere un erede legittimo, rischia di essere accusato di truffa. Scopriamo cosa succede dopo la morte sul web relativamente ai social.

Eredità digitale sui social network: come funziona?

Cosa succede dopo la morte sul web? È un problema che si sono posti tutti i social network, ognuno dei quali ha proposto delle soluzioni per affrontare il problema. Facebook ad esempio dà la possibilità di designare un erede della propria identità digitale, che può gestire il profilo o in alternativa cancellarlo. Il social di Mark Zuckerberg ha anche introdotto la funzione “account commemorativo”, che permette di aggiungere post e commenti solo agli amici della persona defunta. Twitter invece è molto più risolutivo, disattivando l’account di una persona dopo 6 mesi di inattività. Linkedln disattiva l’account di una persona se qualcuno ne segnala la morte. Google prevede la funzione “gestione account inattivo”, in base al quale ogni utente può stabilire un limite di tempo massimo entro cui il sistema può considerarlo morto. In caso di morte l’utente può decidere se cancellare tutti i suoi dati, oppure inviarli tramite corrispondenza ad una persona di fiducia. Ora sai cosa succede dopo la morte sul web, fatti i debiti scongiuri hai già pensato come agire dopo la tua dipartita?

Cosa succede dopo la morte sul web
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