Mandare messaggi mentre si cammina: cosa succede

Il rapporto che intercorre tra gli esseri umani e i social è un tema molto dibattuto, con prese di posizione troppo spesso pregiudiziali (in un senso o in un altro) e che, come tali, ignorano la realtà della questione. Così come spesso si ignora che il fenomeno dei social, degli smartphone e dell’era digitale che stiamo vivendo, è un processo ormai impossibile da fermare (ammesso che sia un bene farlo e che si abbia la voglia di farlo). In questo senso un fenomeno particolare è quello di mandare messaggi mentre si cammina.

Molto spesso si è segnalato come l’uso degli smartphone, anche e soprattutto quando si è in compagnia, isola le persone, catapultandole in un mondo virtuale che, per ragioni molto spesso sconosciute, attrae più di quello reale. Per cui l’avatar, il profilo, ha la meglio in termini di attenzioni ed energie dedicate, rispetto alla nostra persona in carne e ossa e a quella delle persone che ci circondano.

Uno degli ultimi studi in tal senso ha analizzato l’influenza che l’uso degli smartphone ha sulla camminata delle persone. Le università statunitensi di Bath e del Texas A&M, hanno infatti osservato persone di età compresa tra i 18 e i 50 anni, in tre varianti: camminando in maniera normale, camminando e mandando messaggi e camminando svolgendo un test matematico molto semplice.

I risultati sono molto interessanti e per molti aspetti sorprendenti. Le persone che camminavano mandando messaggi, nella maggioranza dei casi, non ha avuto problemi nell’evitare gli ostacoli che gli si presentavano davanti; allo stesso tempo, però, le persone dietro di loro hanno lamentato l’impossibilità di seguirli e stargli dietro, in quanto il loro movimento non era lineare, ma come quello di una persona ubriaca.

Interessante è la variabile età. Infatti le persone più anziane, tra quelle che mandano messaggi mentre camminano, avevano più problemi a districarsi tra gli ostacoli, rispetto a quelli più giovani. Una delle tante conferme a suffragio della tesi che vede i nativi digitali sapersi districare sempre meglio nel mondo degli smartphone e dei social, vivendoli quasi come una naturale estensione integrata delle propria persona, rispetto a coloro che nativi digitali non sono.

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