whatsapp indagata

Whatsapp indagata: è finita nel mirino dell’Antitrust

Whatsapp è finita nel mirino dell’Antitrust: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, ha da poco avviato due istruttorie nei confronti nel servizio di messaggistica istantanea per le ipotesi di clausole vessatorie e di condizionamento dei clienti. L’azienda, che dal febbraio del 2014 è stata acquisita da Facebook, si è vista contestare delle ipotetiche violazioni – che per il momento sono solo presunte – che riguardano il Codice di Consumo. In particolare, lo scopo dell’Antitrust è quello di verificare se gli utenti del servizio di messaggistica siano costretti dalla società americana a sottoscrivere i nuovi termini del contratto in maniera integrale senza avere la possibilità di opporsi. Whatsapp indagata, dunque, soprattutto per colpa della clausola che dà all’app la facoltà di condividere i dati personali degli utenti con Facebook.

E, se si considera che il social network creato da Mark Zuckerberg trae i propri profitti appunto in virtù della profilazione degli utenti che si iscrivono, al fine di mettere a disposizione degli inserzionisti servizi personalizzati e spazi pubblicitari, appare evidente il potenziale conflitto di interessi. Se tutto questo sia legale o meno, però, è tutto da chiarire.

whatsapp indagata

Whatsapp indagata: cosa vuole scoprire l’Antitrust?

Whatsapp indagata perché, secondo l’Antitrust, avrebbe indotto i propri utenti a pensare che non avrebbero più potuto continuare ad usare l’applicazione senza prestare il proprio consenso alla condivisione dei dati con il social di Zuckerberg. Le nuove condizioni contrattuali, pertanto, sarebbero state presentate come vincolanti e non come facoltative. Secondo il Garante ci sarebbe stato nei confronti degli utenti un vero e proprio effetto di condizionamento, che per di più sarebbe stato rinsaldato dalla presenza, sull’opzione relativa, di una prespuntatura. Il tutto in una schermata di secondo livello a cui si poteva accedere con un link apposito dal messaggio principale.

E non è tutto: Whatsapp indagata è finita sotto le “forche caudine” dell’Antitrust perché potrebbe avere inserito delle clausole vessatorie nei termini di utilizzo, con riferimento nello specifico alle modifiche unilaterali del contratto rese disponibili unicamente per la società. Ancora, dovranno essere valutate dal Garante anche le clausole che riguardano la scelta del foro competente in presenza di eventuali controversie – per il momento può essere determinato solo presso tribunali degli Stati Uniti -, le interruzioni del servizio non giustificate, le limitazioni di responsabilità a favore del professionista e il diritto di recesso. Per gli utenti queste indagini sono una bella notizia? Solo il tempo sarà in grado di dirlo.

Whatsapp indagata: è finita nel mirino dell’Antitrust
5 (100%) 1 vote




Lascia un commento