Costa Concordia: Il Titanic italiano?

Sebbene il tuo amico Geek non si occupi di cronaca, non si può rimanere impassibili di fronte ad un fatto che sta sconvolgendo l’opinione pubblica. Ecco cosa ne pensa oggettivamente FratelloGeek.

Se FratelloGeek cominciasse a canticchiare la celebre canzone “My heart will go on” cosa penserebbe la tua mente?

Innanzitutto che il tuo amico Geek non ha per niente doti canore, e subito assoceresti il brano musicale al film Titanic.

Quest’ultimo oltre a riscuotere successo per il cinema americano, rappresentò la massima espressione della tecnologia navale e fu il più grande e lussuoso transatlantico del mondo.

Durante il suo viaggio inaugurale (da Southampton a New York, via Cherbourg e Queenstown), entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 di domenica 14 aprile 1912.

L’impatto provocò l’apertura di alcune falle lungo la fiancata destra del transatlantico, che affondò 2 ore e 40 minuti più tardi spezzandosi in due tronconi.

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Persero la vita 1523 dei 2223 passeggeri imbarcati, compresi gli 800 uomini dell’equipaggio.

L’evento suscitò un’enorme impressione nell’opinione pubblica e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare.

E’ stata la più grande tragedia di tutti i tempi nella storia della navigazione marittima…

Almeno fino al 13 gennaio 2012!

Perchè il tuo amico Geek dice questo?

Facciamo un pò il punto della situazione.

Era lo scorso venerdì quando la nave Concordia, della società Costa Crociere, in navigazione lungo la rotta da Civitavecchia a Savona, ha urtato un scoglio a una velocità stimata di 16 nodi.

Il mastodonte turistico avrebbe immediatamente imbarcato acqua coricandosi prima a 20 e poi a 60 gradi.

Molti hanno usato impropriamente la seguente espressione: “Era come il Titatic”.

Eh no, non ci sono proprio confronti tra il transatlantico e la nave della Costa Crociere.

Per quale motivo?

Le ragioni sono molteplici. Cominciamo da quelle più banali che anche stavolta ci fanno comprendere la superiorità americana.

Innanzitutto, il comandante del Titanic Edward Smith, spinse la nave a grande velocità perchè voleva stupire il mondo intero arrivando a New York prima del tempo previsto.

Questo non giustifica assolutamente il fatto di aver ignorato la presenza di iceberg nell’Oceano, ma il comandante ha dimostrato di avere una caratteristica umana: la presunzione.

Non è invece chiara la motivazione che ha indotto Francesco Schettino, comandante della Concordia ad avvicinarsi così pericolosamente alle coste dell’isola del Giglio.

Quale caratteristica ha fatto emergere? Meglio che FratelloGeek non si pronunci al riguardo.

Passiamo oltre…

Smith non ha in alcun modo abbandonato la nave accampando scuse inesistenti.

L’ex comandante Schettino invece è riuscito a giungere sulle coste in pochissimo tempo, mentre “tutti” si stavano adoperando per salvare più vite possibili.

La spiegazione che ha dato Francesco quella notte?

“La nave è inclinata!”.

O ancora: “Sto dirigendo i soccorsi dalle scialuppe”.

Ecco cosa ha saputo dire durante la telefonata col capitano di fregata Gregorio De Falco, considerato da molti un eroe per la sua intrepidezza.

Alcuni hanno affermato, addirittura, che Schettino abbia avuto il tempo di prendere con sè il suo smartphone ed il PC.

Che abbia considerato quegli oggetti più importanti dei passeggeri che hanno – invece – perso la vita?

Noi non vogliamo assolutamente giudicare!

Non siamo nessuno per arrogarci un diritto simile!

Una cosa è certa: il Titanic solcava le acque gelide dell’Oceano Atlantico a 3810 metri di profondità ben 100 anni fa;
la Concordia si trovava a 150 metri dalla costa, nelle acque del Mar Tirreno.

17 morti e 15 dispersi ci sembra un numero troppo elevato!

La tragedia poteva essere evitata tranquillamente, se quella notte non avesse dominato la negligenza di Francesco Schettino.

Tu cosa ne pensi di tutta questa vicenda?

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