Creare un iPhone 5: Diario di un giornalista dalla Foxconn

FratelloGeek ti propone il diario di un giornalista che ha lavorato alla produzione del nuovo iPhone 5! Scopri i dettagli leggendo il resto dell’articolo!

Tempo fa un giornalista dello Shanghai Evening Post  si è infiltrato in una fabbrica che si è occupata dello sviluppo dell’iPhone 5.

Lo stabilimento, che appartiene alla Foxconn, ha tenuto impegnato il giornalista per ben 10 giorni, dopo i quali egli ha rinunciato per raccontare la sua storia.

Obiettivo dell’azienda è quello di produrre 57 milioni di iPhone 5 all’anno: ha messo pertanto a lavorare 20.000 dipendenti, o meglio, li ha sfruttati alla grande.

Questo giornalista ha scritto un diario, diviso per giorni, che FratelloGeek ti riferirà per cercare di rendere ancora più note le condizioni di vita dei lavoratori che producono i gioiellini che talvolta hai davanti agli occhi.

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Primo giorno: Reclutamento

Il giornalista ha contattato il responsabile delle Risorse Umane per il reclutamento: una volta all’ingresso della fabbrica si è avvicinato ad una guardia di sicurezza, la quale gli ha chiesto dai 100 ai 200 yuan (intorno ai 12 euro) per iniziare a lavorare più velocemente. Dopo averlo ignorato, ha compilato un modulo da compilare per verificare il suo stato psicologico, dopodiché è stato caricato su un autobus diretto all’impianto Foxconn di Tai Yuan. Passò la prima notte in un locale pregno di puzza di spazzatura, sudore e sporcizia.

Secondo giorno: Contratto

Il secondo giorno, dopo colazione, il giornalista ha firmato un contratto, in cui vi erano quattro sezioni: informazioni tecniche, dati di vendita, risorse Umane e statistiche di produzione. Non si parlava di ore di straordinario.

Dal terzo al sesto giorno; “Dovete solo obbedire!”

Il terzo giorno i poveri lavoratori, insieme al giornalista, sono stato riuniti in una sala dove si è parlato delle politiche della Foxconn e delle misure di sicurezza. È stato chiaro a tutti questo punto: “Quello che dovete fare è solo obbedire alle istruzioni che vi vengono fornite.” L’istruttore ha sottolineato:“qualcuno di voi potrebbe sentirsi a disagio su come viene trattato qui dentro, ma tutto questo è solo per il vostro bene”. Durante la discussione, qualcuno dei nuovi ha affermato che il pessimo stile di vita e le condizioni dei dormitori potrebbero portare qualcuno al suicidio: l’argomento è stato ignorato. Fatto inquietante: tutte le finestre del dormitorio avevano delle sbarre.

Settimo giorno: Riposo

Dopo la formazione, furono date alcune istruzioni e cominciarono a lavorare di notte. Il povero giornalista aveva la febbre ed il mal di testa, ma quando chiese di essere visitato presso l’ospedale dell’impianto gli fu detto che c’era solo un medico in turno con 4-5 pazienti in visita. È vero, l’impianto Foxconn ha molte strutture, come dormitori, mense, bagni, parco giochi, palestra, ospedale e biblioteca, ma necessitano di seri miglioramenti. Tanto per fare un esempio, nella sala d’intrattenimento due giochi arcade sui tre presenti erano fuori uso. Nel fine settimana tutti i dipendenti Foxconn si riuniscono per ballare. L’organizzatore della festa ha detto: “Siamo tutti stressati dal lavoro di ogni giorno e non c’è consentito gridare durante la fase di produzione. Qui invece potete gridare così forte da poter sfogare tutto lo stress!”.

Dall’ ottavo al decimo giorno: Assemblaggio iPhone 5

Finalmente il giornalista era riuscito a raggiungere l’ingresso del reparto di produzione, dove c’era segnale d’avvertimento “AREA TOP SECRET”. Se qualcuno veniva scoperto in possesso di qualsiasi tipo di materiale metallico all’uscita, veniva licenziato sul posto. Il supervisore avvertì: “Una volta che vi sedete dovete solo fare quello che vi è stato detto di fare”. Indossarono maschera e guanti e osservarono come i dipendenti più anziani lavoravano. Dopo la cena delle 11 di sera, verso mezzanotte, si ricominciò a lavorare. Il giornalista dovette segnare i punti di posizionamento sulla piastra posteriore dell’iPhone con uno speciale pennarello a base di vernice ad olio: fu spesso richiamato per lo spreco di olio. Il compagno di stanza fu invece assegnato all’incollaggio dei nastri di mascheratura, ma venne rimproverato di continuo perché le incollava troppo lentamente. Il giornalista doveva gestire una piastra posteriore di un iPhone ogni tre secondi: la doveva prendere, segnare i quattro punti di posizionamento con il pennarello e rimetterla rapidamente sul nastro senza commettere errori. Dopo diverse ore, gli venne un terribile torcicollo ed un forte dolore muscolare al braccio. Uno dei nuovi, per essersi fermato, fu punito per dieci minuto in un angolo come si faceva una volta a scuola.

Nessuno era autorizzato a fermarsi finché il nastro continuava a scorrere: calcolo che doveva segnare almeno cinque piastre posteriori ogni minuto, cioè 3000 piastre ogni dieci ore. Per lo stesso processo sono previsti 12 addetti, quindi 36.000 piastre posteriori in mezza giornata.

Finì di lavorare alle sette del mattino. Due ore prima il supervisore gridò: “Chi di voi vuole riposare? Siete qui per guadagnare soldi! Lavorate di più!”. E pensare, due ore di straordinario erano appena 27 yuan (3 dollari).

Nel gruppo del giornalista, di 36 persone, solo 2 erano così fortunati e veloci da tenersi al passo con il controllo qualità: potevano quindi riposare “ben” 10 minuti ogni 2 ore. Lui, inesperto, doveva lavorare senza fermarsi per 7 ore di fila.

Qual è il tuo parere al riguardo?