Il dispositivo olografico di Samsung

I display ed i proiettori olografici, sono oggetti che, attualmente, sono già in commercio ma a prezzi elevatissimi e quasi improponibili. Samsung, ha deciso di realizzare un dispositivo olografico che si possa integrare con altri oggetti, ad esempio smartphone, tablet o televisori in grado di riprodurre immagini su determinate superfici ma ad un prezzo leggermente più accessibile. Per fare ciò, l’azienda sud coreana, ha deciso di collaborare con Microsoft che si è avvicinata moltissimo all’olografia grazie ai suoi HoloLens, peccato che questi rendano visibili le immagini solo alle persone che indossano gli occhiali. Il problema degli ologrammi, ad ogni modo, è la realizzazione. Per generare un ologramma, bisogna avere un oggetto in 3D e un complesso algoritmo deve calcolare tutti i punti nei quali bisognerà proiettare i fasci di luce e del colore deciso affinché l’oggetto in 3D appaia su una superficie o fluttui nell’aria divenendo visibile ad occhio nudo a tutte le persone che siedono accanto ad esso. Per la generazione di un ologramma, inoltre, l’angolo di visione può essere un elemento significativo. Per generare l’ologramma, la luce può essere diffratta da un SLM (modulatore spaziale di luce) in modo da provocare un’interferenza offset o un’interferenza costruttiva. In questo caso, un angolo di diffrazione della luce deve essere inversamente proporzionale alla dimensione in pixel del SLM. Ad ogni modo possono esistere delle limitazioni circa la riduzione fisica delle dimensioni dei pixel del SLM e quindi può risultare difficoltoso estendere un angolo di visione su di un display olografico. Su questo dispositivo, si sa ancora poco, tutto ciò che abbiamo è l’immagine fornitaci da Patently Mobile, la stessa depositata da Samsung nel suo brevetto ma vi terremo aggiornati.